Piazza dei Signori

Piazza dei Signori

Piazza dei Signori. (Apri la mappa)

Descrizione

Piazza dei Signori è la piazza di rappresentanza del centro di Padova, a due passi dal Duomo e dalle piazze del mercato: un grande rettangolo lastricato, chiuso da portici medievali e dominato dalla Torre dell'Orologio. Per secoli fu il salotto della città, il luogo delle feste, dei tornei e del passeggio.

Sul lato ovest si alza la Torre dell'Orologio, con la parte bassa a forma di arco trionfale disegnata nel 1532 da Giovanni Maria Falconetto e il Leone di San Marco in cima. Il suo orologio astronomico, inaugurato nel 1437, segna ancora le ore, i giorni del mese e i segni dello zodiaco.

Ai segni manca però la Bilancia. Forse il costruttore seguì l'astrologia egizia, che ne contava solo undici, o forse il lavoro restò incompiuto perché il committente non pagava regolarmente.

Sul lato sud spicca la rinascimentale Loggia del Consiglio, a est la piccola chiesa di San Clemente. Nella piazza si alza la Colonna Marciana, una colonna romana ritrovata nel 1764 e sormontata dal leone di San Marco, rifatto nel 1870 dopo che le truppe francesi avevano distrutto l'originale.

Ai lati della torre, due nicchie ospitano i busti di San Prosdocimo e Sant'Antonio. Durante l'occupazione napoleonica furono murati, e riemersero solo con i restauri di fine Ottocento: Sant'Antonio aveva ancora due baffi beffardi disegnati a carboncino.

Sul selciato, vicino al pennone, sono incisi una lira, le iniziali P.G. e una data di luglio. La storia racconta di un giovane elegante che nel luglio 1891 perse qui la sua spilla a forma di lira e la ritrovò il 15 luglio proprio su questa pietra, dove fece incidere il ricordo.

La piazza ha cambiato nome più volte: «della Desolazione» dopo le guerre di fine Trecento, «dei Trionfi» per le sue feste, e nel 1848, durante i moti contro l'Austria, «Piazza Pio IX». Al giovedì grasso vi si teneva una caccia al toro.

Sotto i portici del lato nord si trova la pizzeria più antica di Padova, aperta nel 1953: ebbe tanto successo che i vigili dovevano regolare la coda, e nel 1956 il pizzaiolo Gennaro sfornò 1.500 pizze in un solo giorno.