Descrizione
Il Palazzo della Ragione, per i padovani «il Salone», è l'antico palazzo dei tribunali di Padova, tra Piazza delle Erbe e Piazza della Frutta. Sopra c'è una sala immensa sotto un tetto a forma di nave capovolta, a lungo la più grande sala pensile del mondo; sotto, il mercato coperto.
Il Salone misura circa 80 metri per 27 e sale fino a quasi 40 metri, sotto un soffitto di legno a carena di nave. Si sale da quattro scalinate agli angoli, che portano ancora i nomi dei mercati di un tempo: uccelli, vino, frutta e ferri lavorati.
Le pareti sono coperte dal ciclo astrologico di Nicolò Miretto e Stefano da Ferrara, dipinto nel Quattrocento sulla traccia degli affreschi di Giotto: oltre 300 riquadri con i dodici mesi, i segni zodiacali, le costellazioni e i mestieri di nobili, contadini, mercanti e dame. Fa parte del patrimonio UNESCO dal 2021.
Nella sala si alza il cavallo di legno, alto quasi sei metri: una copia rinascimentale del cavallo del Gattamelata di Donatello, costruita per una parata del 1466 e donata alla città nel 1837. Dal soffitto pende un pendolo di Foucault con un filo di 20 metri.
Il ciclo è anche un grande orologio solare: all'alba i raggi del sole entrano a colpire il segno zodiacale in cui il sole si trova in quel momento. Lungo il pavimento corre una striscia bianca e nera che segna il meridiano di Padova.
Sotto gli affreschi ci sono dischi con animali: sotto ciascuno sedeva un giudice. Chi era citato in processo, spesso analfabeta, riceveva una carta con l'animale del suo giudice e così sapeva dove presentarsi.
Vicino alla parete est c'è la pietra del Vituperio. I debitori insolventi dovevano sedercisi tre volte, in camicia e mutande, rinunciando ai propri beni prima dell'esilio: da qui il detto padovano «restare in braghe de tea», in pantaloni di tela.
Sotto il Salone, lungo due gallerie, si allineano le botteghe storiche di alimentari, parte della tradizione della città. Fuori, accanto al Volto della Corda, sono scolpite le antiche misure padovane, che servivano ai clienti per non farsi imbrogliare.
Da non perdere
• Salone.
• Ciclo astrologico.
• Cavallo di legno.
• Pietra del Vituperio.
• Sotto il Salone.
Lo sapevi?
Il Volto della Corda deve il nome alle frustate con la corda inflitte lì sotto a falliti, imbroglioni e debitori.
Nel 1756 una tromba d'aria scoperchiò il palazzo: il tetto fu rifatto da Bartolomeo Ferracina, lo stesso che ricostruì l'orologio di Piazza San Marco a Venezia.
Il Salone misura circa 80 metri per 27 e sale fino a quasi 40 metri, sotto un soffitto di legno a carena di nave. Si sale da quattro scalinate agli angoli, che portano ancora i nomi dei mercati di un tempo: uccelli, vino, frutta e ferri lavorati.
Le pareti sono coperte dal ciclo astrologico di Nicolò Miretto e Stefano da Ferrara, dipinto nel Quattrocento sulla traccia degli affreschi di Giotto: oltre 300 riquadri con i dodici mesi, i segni zodiacali, le costellazioni e i mestieri di nobili, contadini, mercanti e dame. Fa parte del patrimonio UNESCO dal 2021.
Nella sala si alza il cavallo di legno, alto quasi sei metri: una copia rinascimentale del cavallo del Gattamelata di Donatello, costruita per una parata del 1466 e donata alla città nel 1837. Dal soffitto pende un pendolo di Foucault con un filo di 20 metri.
Il ciclo è anche un grande orologio solare: all'alba i raggi del sole entrano a colpire il segno zodiacale in cui il sole si trova in quel momento. Lungo il pavimento corre una striscia bianca e nera che segna il meridiano di Padova.
Sotto gli affreschi ci sono dischi con animali: sotto ciascuno sedeva un giudice. Chi era citato in processo, spesso analfabeta, riceveva una carta con l'animale del suo giudice e così sapeva dove presentarsi.
Vicino alla parete est c'è la pietra del Vituperio. I debitori insolventi dovevano sedercisi tre volte, in camicia e mutande, rinunciando ai propri beni prima dell'esilio: da qui il detto padovano «restare in braghe de tea», in pantaloni di tela.
Sotto il Salone, lungo due gallerie, si allineano le botteghe storiche di alimentari, parte della tradizione della città. Fuori, accanto al Volto della Corda, sono scolpite le antiche misure padovane, che servivano ai clienti per non farsi imbrogliare.
Da non perdere
• Salone.
• Ciclo astrologico.
• Cavallo di legno.
• Pietra del Vituperio.
• Sotto il Salone.
Lo sapevi?
Il Volto della Corda deve il nome alle frustate con la corda inflitte lì sotto a falliti, imbroglioni e debitori.
Nel 1756 una tromba d'aria scoperchiò il palazzo: il tetto fu rifatto da Bartolomeo Ferracina, lo stesso che ricostruì l'orologio di Piazza San Marco a Venezia.