Descrizione
Il Museo Diocesano di Padova occupa le sale del Palazzo Vescovile, accanto al Duomo: un viaggio di mille anni d'arte sacra padovana, dal calamaio d'argento del IX secolo ai Tiepolo, dentro saloni affrescati che da soli valgono la visita.
Il cuore è il Salone dei Vescovi, monumentale: sulle pareti sfilano i ritratti dei primi cento vescovi di Padova, da san Prosdocimo a Pietro Barozzi, affrescati da Bartolomeo Montagna all'inizio del Cinquecento. Qui c'è anche un ritratto di Francesco Petrarca, staccato dalla casa padovana del poeta.
Dal salone si passa nella cappella di Santa Maria degli Angeli, costruita nel 1495 per lo stesso Barozzi: le pareti sono affrescate con il Credo degli Apostoli e sull'altare c'è un trittico di Jacopo da Montagnana con l'Annunciazione e gli arcangeli.
Nelle sale del Belvedere spiccano le sette tavole con le Storie di San Sebastiano di Nicolò Semitecolo, del 1367, e due Madonne con il Bambino, di Paolo Veneziano e di Giusto de' Menabuoi. Poco più in là, un Reliquiario della Croce in argento dorato di manifattura danese.
Un affresco staccato da un muro esterno del Battistero mostra un ritratto di fanciullo. Per il Sei e Settecento ci sono le sculture dei Bonazza, un San Francesco da Paola di Giambattista Tiepolo e dipinti del figlio Giandomenico.
Il tesoro della cattedrale custodisce gli oggetti più antichi: un calamaio d'argento del IX secolo poi trasformato in contenitore per il crisma, una croce processionale del 1228, una formella in steatite dell'XI secolo con Cristo benedicente.
Vale la pena anche la sala dei paramenti: tra i ricami d'oro c'è il corredo con stemma papale donato alla Cattedrale da Clemente XIII, che prima di salire al soglio era stato vescovo di Padova. Nella sala dell'Ottocento, invece, una quantità di ex voto racconta la devozione popolare.
Il museo è nato per il Giubileo del 2000. Il Salone dei Vescovi, degradato tra Ottocento e Novecento, è tornato al suo splendore con il restauro concluso nel 2006.
Il cuore è il Salone dei Vescovi, monumentale: sulle pareti sfilano i ritratti dei primi cento vescovi di Padova, da san Prosdocimo a Pietro Barozzi, affrescati da Bartolomeo Montagna all'inizio del Cinquecento. Qui c'è anche un ritratto di Francesco Petrarca, staccato dalla casa padovana del poeta.
Dal salone si passa nella cappella di Santa Maria degli Angeli, costruita nel 1495 per lo stesso Barozzi: le pareti sono affrescate con il Credo degli Apostoli e sull'altare c'è un trittico di Jacopo da Montagnana con l'Annunciazione e gli arcangeli.
Nelle sale del Belvedere spiccano le sette tavole con le Storie di San Sebastiano di Nicolò Semitecolo, del 1367, e due Madonne con il Bambino, di Paolo Veneziano e di Giusto de' Menabuoi. Poco più in là, un Reliquiario della Croce in argento dorato di manifattura danese.
Un affresco staccato da un muro esterno del Battistero mostra un ritratto di fanciullo. Per il Sei e Settecento ci sono le sculture dei Bonazza, un San Francesco da Paola di Giambattista Tiepolo e dipinti del figlio Giandomenico.
Il tesoro della cattedrale custodisce gli oggetti più antichi: un calamaio d'argento del IX secolo poi trasformato in contenitore per il crisma, una croce processionale del 1228, una formella in steatite dell'XI secolo con Cristo benedicente.
Vale la pena anche la sala dei paramenti: tra i ricami d'oro c'è il corredo con stemma papale donato alla Cattedrale da Clemente XIII, che prima di salire al soglio era stato vescovo di Padova. Nella sala dell'Ottocento, invece, una quantità di ex voto racconta la devozione popolare.
Il museo è nato per il Giubileo del 2000. Il Salone dei Vescovi, degradato tra Ottocento e Novecento, è tornato al suo splendore con il restauro concluso nel 2006.