La Specola - Osservatorio Astronomico

La Specola - Osservatorio Astronomico

Vicolo dell'Osservatorio 5. (Apri la mappa)

Descrizione

La Specola è l'alta torre merlata sul Bacchiglione, a Padova, che da prigione di un tiranno medievale è diventata osservatorio astronomico. Oggi ospita il Museo La Specola, con gli strumenti usati dagli astronomi padovani in 250 anni di storia.

La torre, la Torlonga del Castelvecchio, è alta quasi 50 metri e ha 252 gradini. Il Settecento la trasformò in un osservatorio a due piani, ciascuno con il suo compito.

A circa 16 metri c'è la Sala Meridiana: qui fu tracciata la linea meridiana, che segnava l'istante esatto del mezzogiorno locale, e un grande quadrante murale, orientato con precisione lungo l'asse nord-sud, misurava il passaggio degli astri. Arrivò dall'Inghilterra nel 1779, per nave fino a Venezia e poi in battello.

In cima c'è la Sala delle Figure, ottagonale, con alte finestre per guardare il cielo in ogni direzione. Le pareti sono affrescate da Giacomo Ciesa con soggetti astronomici ideati dall'astronomo che volle l'osservatorio. Gli strumenti, su ruote, uscivano sulla terrazza, più larga verso sud, la direzione privilegiata per osservare il cielo dal nostro emisfero.

La storia della torre è tutt'altro che serena. Costruita come difesa, fu risistemata nel Duecento da Ezzelino III da Romano e divenne celebre come prigione e luogo di tortura dei suoi nemici. I Carraresi, nel Trecento, vi costruirono attorno un nuovo castello.

Nel 1761 il Senato veneziano decise di dare un osservatorio all'Università di Padova. L'abate Giuseppe Toaldo e l'architetto Domenico Cerato scelsero la vecchia torre, solida e con una vista libera verso sud, e i lavori finirono nel 1777. Una lapide sopra la porta ricorda la trasformazione della torre-prigione in luogo di studio del cielo.

Toaldo fece montare sulla torre, nel 1773, il primo parafulmine su un edificio pubblico della Repubblica di Venezia. Nel 1786 salì quassù anche Goethe, che nel suo diario di viaggio descrisse il panorama dall'alto.

Durante la Prima guerra mondiale la torre fu requisita per avvistare gli aerei nemici. Con la nascita dell'osservatorio di Asiago, nel 1942, la Specola smise di osservare il cielo e divenne archivio, biblioteca e, dal 1994, museo.