Descrizione
Il Ghetto Ebraico di Padova è il labirinto di vie strette subito a sud di piazza delle Erbe, nel cuore della città: dal 1603 al 1797 vi abitarono, chiusi di notte, gli ebrei padovani.
In via San Martino e Solferino c'è la sinagoga di rito italiano, l'unica ancora in uso. In via delle Piazze, la sinagoga tedesca, incendiata dai fascisti nel 1943 e restaurata nel 1998, ospita il Museo della Padova ebraica.
Il ghetto si chiudeva la sera con quattro porte, ciascuna sorvegliata da un ebreo e da un cristiano. Presso la chiesa di San Canziano restano i cardini di una porta; due lapidi, in latino e in ebraico, ricordavano agli ebrei di rientrare al calar del sole.
La comunità ebraica viveva a Padova dal Medioevo, legata al commercio e all'Università. Le porte del ghetto furono abbattute nel 1797, quando la caduta della Repubblica di Venezia portò agli ebrei pieni diritti civili.
In via San Martino e Solferino c'è la sinagoga di rito italiano, l'unica ancora in uso. In via delle Piazze, la sinagoga tedesca, incendiata dai fascisti nel 1943 e restaurata nel 1998, ospita il Museo della Padova ebraica.
Il ghetto si chiudeva la sera con quattro porte, ciascuna sorvegliata da un ebreo e da un cristiano. Presso la chiesa di San Canziano restano i cardini di una porta; due lapidi, in latino e in ebraico, ricordavano agli ebrei di rientrare al calar del sole.
La comunità ebraica viveva a Padova dal Medioevo, legata al commercio e all'Università. Le porte del ghetto furono abbattute nel 1797, quando la caduta della Repubblica di Venezia portò agli ebrei pieni diritti civili.