Descrizione
La Basilica di Sant'Antonio, per i padovani semplicemente «il Santo», custodisce la tomba di sant'Antonio di Padova ed è uno dei santuari più visitati del mondo cristiano: oltre 6,5 milioni di pellegrini l'anno. Otto cupole e due campanili sottili la fanno riconoscere da lontano.
Fuori è un incontro di stili: facciata a capanna romanica, archi rampanti gotici, cupole bizantine che ricordano San Marco a Venezia e due campanili alti 68 metri che sembrano minareti. Dentro, la chiesa è lunga 115 metri e alta fino a 38,5.
Il cuore della basilica è la Cappella dell'Arca, dedicata al santo: alle pareti nove grandi altorilievi in marmo raccontano i suoi miracoli, scolpiti nel Cinquecento da maestri come Tullio e Antonio Lombardo e Jacopo Sansovino. In alto, la volta è coperta di stucchi dorati.
Sull'altare maggiore ci sono i bronzi di Donatello: il Crocifisso, la Madonna col Bambino e sei santi, ricollocati sull'altare disegnato da Camillo Boito. Di fronte all'Arca, la Cappella di San Giacomo ha le pareti affrescate da Altichiero da Zevio, con una grande Crocifissione.
Dietro l'abside, la rotonda e barocca Cappella delle Reliquie espone il tesoro della basilica: reliquiari d'oro e d'argento, tra cui quello con la lingua del santo. Nella Cappella del beato Luca Belludi, 68 affreschi di Giusto de' Menabuoi mostrano anche la Padova di fine Trecento.
Antonio morì il 13 giugno 1231 e fu proclamato santo meno di un anno dopo. La basilica nacque subito, attorno alla chiesetta dove era sepolto: quella chiesetta sopravvive ancora come cappella della Madonna Mora, inglobata nella costruzione finita nel 1310.
Nel 1991 tre banditi mascherati rubarono di notte il reliquiario del mento del santo, un busto con un cristallo al posto del viso. Fu ritrovato poco dopo, intatto, nei dintorni di Roma, e rimesso al suo posto.
Nel tesoro c'è anche una mazza in argento dorato con l'impugnatura costellata di turchesi, dono del re polacco Giovanni III Sobieski: per secoli la tradizione l'ha creduta il bastone di comando del Gattamelata, il condottiero la cui statua di Donatello domina la piazza davanti alla basilica.
Da non perdere
• Cappella dell'Arca.
• Bronzi di Donatello.
• Cappella di San Giacomo.
• Cappella delle Reliquie.
• Cappella del beato Luca Belludi.
Lo sapevi?
Nonostante la fama, il Santo non è la cattedrale di Padova: quel titolo spetta al Duomo.
Il monumento al cardinale Pietro Bembo, disegnato da Andrea Palladio, è solo celebrativo: Bembo è sepolto a Roma.
Nel chiostro della magnolia cresce una magnolia censita tra gli alberi monumentali del Veneto.
Fuori è un incontro di stili: facciata a capanna romanica, archi rampanti gotici, cupole bizantine che ricordano San Marco a Venezia e due campanili alti 68 metri che sembrano minareti. Dentro, la chiesa è lunga 115 metri e alta fino a 38,5.
Il cuore della basilica è la Cappella dell'Arca, dedicata al santo: alle pareti nove grandi altorilievi in marmo raccontano i suoi miracoli, scolpiti nel Cinquecento da maestri come Tullio e Antonio Lombardo e Jacopo Sansovino. In alto, la volta è coperta di stucchi dorati.
Sull'altare maggiore ci sono i bronzi di Donatello: il Crocifisso, la Madonna col Bambino e sei santi, ricollocati sull'altare disegnato da Camillo Boito. Di fronte all'Arca, la Cappella di San Giacomo ha le pareti affrescate da Altichiero da Zevio, con una grande Crocifissione.
Dietro l'abside, la rotonda e barocca Cappella delle Reliquie espone il tesoro della basilica: reliquiari d'oro e d'argento, tra cui quello con la lingua del santo. Nella Cappella del beato Luca Belludi, 68 affreschi di Giusto de' Menabuoi mostrano anche la Padova di fine Trecento.
Antonio morì il 13 giugno 1231 e fu proclamato santo meno di un anno dopo. La basilica nacque subito, attorno alla chiesetta dove era sepolto: quella chiesetta sopravvive ancora come cappella della Madonna Mora, inglobata nella costruzione finita nel 1310.
Nel 1991 tre banditi mascherati rubarono di notte il reliquiario del mento del santo, un busto con un cristallo al posto del viso. Fu ritrovato poco dopo, intatto, nei dintorni di Roma, e rimesso al suo posto.
Nel tesoro c'è anche una mazza in argento dorato con l'impugnatura costellata di turchesi, dono del re polacco Giovanni III Sobieski: per secoli la tradizione l'ha creduta il bastone di comando del Gattamelata, il condottiero la cui statua di Donatello domina la piazza davanti alla basilica.
Da non perdere
• Cappella dell'Arca.
• Bronzi di Donatello.
• Cappella di San Giacomo.
• Cappella delle Reliquie.
• Cappella del beato Luca Belludi.
Lo sapevi?
Nonostante la fama, il Santo non è la cattedrale di Padova: quel titolo spetta al Duomo.
Il monumento al cardinale Pietro Bembo, disegnato da Andrea Palladio, è solo celebrativo: Bembo è sepolto a Roma.
Nel chiostro della magnolia cresce una magnolia censita tra gli alberi monumentali del Veneto.