Descrizione
La basilica di Santa Giustina è una delle grandi chiese di Padova, in Prato della Valle, con una crociera coperta da otto cupole. Lunga 118 metri e mezzo, era la chiesa più grande dello Stato veneziano. Per i padovani è anche l'abbazia dei benedettini.
Fuori si nota subito la facciata incompiuta, di mattoni nudi, con un grande rosone. Ai lati stanno due grifi romanici, resti della facciata più antica. La fiancata nord mostra navate, finestre e rosoni, con il cotto e la pietra bianca.
Dentro, la pianta è a croce latina. La crociera è coperta da otto cupole e la maggiore, con la lanterna, è alta quasi 70 metri. In cima c'è una statua di rame di santa Giustina, alta circa cinque metri e rivolta verso la città. Il pavimento è un disegno geometrico di marmi gialli, blu e rossi.
Sull'altare maggiore c'è il Martirio di santa Giustina di Paolo Veronese, del 1572. Cristo in gloria irrompe sulla scena e la luce cade sulla martire, mentre i carnefici restano nell'ombra. L'altare davanti ha tarsie di marmi, madreperla e pietre dure.
Dietro l'altare, il coro ligneo in noce, cominciato nel 1555, ha ottantotto stalli intagliati con scene dell'Antico Testamento e della vita di Cristo. Nel transetto sinistro, l'arca di san Luca evangelista, del 1313, in marmi e alabastro.
Il sacello di San Prosdocimo, del VI secolo, risale al VI secolo, all'epoca della prima basilica. A destra del presbiterio la cappella della Pietà, capolavoro dello scultore genovese Filippo Parodi, con un gruppo che sembra colpito da una folata di vento.
La storia comincia nel luogo in cui fu sepolta santa Giustina, martirizzata nel 304. Nel VI secolo qui si costruì la prima basilica, crollata col terremoto del 1117, e accanto crebbe un grande monastero benedettino.
La chiesa attuale fu cominciata nel 1501 su un terreno paludoso, «pieno d'interne voragini». Architetti diversi si passarono il testimone, finché nel 1606 la basilica fu consacrata. A Padova si dice ancora «te si longo come la fabrica de Santa Giustina»: sei lento come il cantiere.
Con Napoleone i monaci furono allontanati e più di tre quarti dei beni artistici presero la strada della Francia. Per scongiurare la demolizione, il vescovo fece della basilica una parrocchia. I benedettini tornarono nel Novecento.
Da non perdere
• Il Martirio di santa Giustina di Veronese.
• Il coro ligneo.
• L'arca di san Luca.
• La cappella della Pietà.
Lo sapevi?
• I catini interni della crociera furono aggiunti verso il 1605, su consiglio di Scamozzi, per rendere perfetta l'acustica.
• Il corpo di santa Giustina fu posto sotto l'altare maggiore il 7 ottobre 1627.
Fuori si nota subito la facciata incompiuta, di mattoni nudi, con un grande rosone. Ai lati stanno due grifi romanici, resti della facciata più antica. La fiancata nord mostra navate, finestre e rosoni, con il cotto e la pietra bianca.
Dentro, la pianta è a croce latina. La crociera è coperta da otto cupole e la maggiore, con la lanterna, è alta quasi 70 metri. In cima c'è una statua di rame di santa Giustina, alta circa cinque metri e rivolta verso la città. Il pavimento è un disegno geometrico di marmi gialli, blu e rossi.
Sull'altare maggiore c'è il Martirio di santa Giustina di Paolo Veronese, del 1572. Cristo in gloria irrompe sulla scena e la luce cade sulla martire, mentre i carnefici restano nell'ombra. L'altare davanti ha tarsie di marmi, madreperla e pietre dure.
Dietro l'altare, il coro ligneo in noce, cominciato nel 1555, ha ottantotto stalli intagliati con scene dell'Antico Testamento e della vita di Cristo. Nel transetto sinistro, l'arca di san Luca evangelista, del 1313, in marmi e alabastro.
Il sacello di San Prosdocimo, del VI secolo, risale al VI secolo, all'epoca della prima basilica. A destra del presbiterio la cappella della Pietà, capolavoro dello scultore genovese Filippo Parodi, con un gruppo che sembra colpito da una folata di vento.
La storia comincia nel luogo in cui fu sepolta santa Giustina, martirizzata nel 304. Nel VI secolo qui si costruì la prima basilica, crollata col terremoto del 1117, e accanto crebbe un grande monastero benedettino.
La chiesa attuale fu cominciata nel 1501 su un terreno paludoso, «pieno d'interne voragini». Architetti diversi si passarono il testimone, finché nel 1606 la basilica fu consacrata. A Padova si dice ancora «te si longo come la fabrica de Santa Giustina»: sei lento come il cantiere.
Con Napoleone i monaci furono allontanati e più di tre quarti dei beni artistici presero la strada della Francia. Per scongiurare la demolizione, il vescovo fece della basilica una parrocchia. I benedettini tornarono nel Novecento.
Da non perdere
• Il Martirio di santa Giustina di Veronese.
• Il coro ligneo.
• L'arca di san Luca.
• La cappella della Pietà.
Lo sapevi?
• I catini interni della crociera furono aggiunti verso il 1605, su consiglio di Scamozzi, per rendere perfetta l'acustica.
• Il corpo di santa Giustina fu posto sotto l'altare maggiore il 7 ottobre 1627.